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AMP

AMP, Accellerated Mobile Page, la nuova iniziativa open source di Google per velocizzare il caricamento delle pagine in versione mobile.

AMP

Si, ci risiamo, Google ancora una volta cerca in tutti i modi di aumentare la soddisfazione dell’utente che atterra sui nostri portali, dedicando una nuova funzionalità integrata anche sul Search Console, per far diminuire l’attesa di risposta dell’utente che naviga da dispositivo mobile, questa è un’ulteriore conferma che per Google la soddisfazione dell’utente che naviga rimane sempre e ovviamente la priorità.

Come funziona AMP

Praticamente una volta seguito tutti gli standard che Accellerated Mobile Page prevede e una volta che il Search Console autorizza l’operazione come valida, Google scansionerà le nostre pagine del sito e le memorizzerà in cache così da offrirle all’utente che le richiede in maniera più rapida, tutto questo avviene perchè gli standard che ha questa nuova funzione prevedono una serie di procedure che velocizzano le operazioni, vediamo quali sono queste procedure:

  • creazione di pagine web conformi agli standard, per farlo esegui la procedura riportata qui
  • Fai in modo che le tue pagine AMP vengano rilevate indicando sempre come versione canonica quello originaria,  per non creare quindi un doppione, nel caso in cui non si abbia la versione non AMP indicare questa come versione canonica.
  • Verifica che le pagina conformi siano utilizzabili dagli utenti e che quindi siano validate, per fare un check potete aggiungere al vostro url della pagina adeguata, la seguente stringa #development=1 oppure utilizzate le estenzioni create appositamente tipo quelle di Chome

Come integrare AMP su WordPress

Essendo un’integrazione già in funzione, molte piattaforme ovviamente si sono adeguate, tra queste WordPress, la piattaforma per eccellenza a mio modesto parere, molto ben integrata lato SEO e quindi lato “esigenze di Google”, creando dei plugin da scaricare.

Lo stesso Yoast Seo, il plugin per eccellenza che già ci siuta su moltissimi aspetti fondamentali della SEO, sta integrando questa funzionalità, ma ancora purtroppo dobbiamo affidarci a plugin diversi, una cosa da tenere presente che il plugin realizza la versione Accellerated Mobile Page ma non la restituisce all’utente.

Gli sviluppatori di Yoast hanno sviluppato nel frattempo, visto che l’integrazione tra Yoast Seo e il plugin AMP di Automattic potrebbero andare in conflitto con i metadati, un plugin “colla”chiamato appunto Glue for Yoast Seo e AMP che potete scaricare.

Se oltre alla nuova procedura volete integrare un plugin per customizzare anche la versione AMP allora affidatevi a Page Frog.

Se hai bisogno di integrare questa nuova funzionalità nel tuo sito non esitare a contattarmi.

Filezilla e WinSCP

Filezilla e WinSCP sono due File trasfer protocol tra i più usati e servono per trasferire file in remoto oltre ad avere altre funzionalità che a noi non interessano ora.

filezilla

Filezilla risulta essere il più scaricato, è un programma open source che si può scaricare sia in versione client che server e si può trovare la versione sia Windows, che Mac e Linux.

WinSCP risulta essere secondo rispetto al vecchio Filezilla anche se a mio avviso è più performante e più sicuro nel trasferimento, è un client grafico open source  per Windows anch’esso gratuito.

Filezilla quindi è un programma che permette il trasferimento di file in rete attraverso il protocollo chiamato FTP, disponibile per tutti i sistemi operativi, e supporta FTP e SFTP, il secondo permette diversi tipi di operazioni sui file e non solo il trasferimento come l’FTP oltre ad essere anche più sicuro.

La sua intefaccia è molto facile e intuitiva per questo resta il più utilizzato, permette il salvataggio delle credenziali di accesso dei singoli siti e il collegamento è immediato e veloce, è formato da due sezioni uguali dove a sinistra ci sono i file del nostro pc remoto e a destra le cartelle del server desiderato dove attraverso drag and drop si possono trasportare i nostri file.

WinSCP è anch’esso un programma open source gratuito che permette la connessione ad un server SSH (sicure shell) tramite i servizi SFTP e SCP oltre che ovviamente ad un server FTP.

winscp

Con questo programma si possono fare tutte le operazioni sui file come il download, l’upload, creare e rinominare le cartelle modificare e creare collegamenti.

Messaggi di errore Filezilla EAI_NODATA

Tentativo di connessione non riuscito con “EAI_NODATA – Nessun indirizzo associato con il nome nodo”.

Eai-nodata

Questo è un classico messaggio di errore dato da Filezilla, e può essere causato da diversi fattori, nome utente o password sbagliati, quindi ricontrollare per essere sicuri di averli inseriti bene, oppure se ad esempio avete attivato il servizio hosting da poco non è ancora stato attivato, per essere attivo possono volerci 24/48 ore, quindi assicuratevi anche di questo, se il problema persiste allora sicuramente state inserendo delle credenziali sbagliate.

Rank Brain

RankBrain è un algoritmo di Google, che sfruttando l’intelligenza artificiale, machine learning, interpreta il significato delle query, per restituire risultati pertinenti.

La nuova era è arrivata, se ne parla da molto, ma sembrerebbe che Google stia testando questo nuovo modo di rispondere alle query degli utenti in maniera “intelligente” da qualche mese, con risultati decisamente interessanti.

rank brain

Cosa è Rank Brain e come funziona

Rank Brain è un algoritmo in cui dei programmi insegnano a se stessi come svilupparsi in base alle differenti query che l’utente digita; incamera milioni di informazioni, le trasforma in linguaggio macchina,  le accosta ad altre parole, identificando un loro significato semantico, il tutto per restituirle nel momento opportuno, tutto ciò avviene anche in base al match tra quello che l’utente cerca, quello che Google restituisce e quello che l’utente infine sceglie,  memorizzando tale tipo di attività nel tempo, riesce a aumentare il suo bagaglio di informazioni, migliorandosi di giorno in giorno in maniera direttamente proporzionale al suo lavoro.

A cosa serve Rank Brain

L’utilità di questo algoritmo è quella di gestire milioni di nuove riichieste che arrivano ogni giorno al motore di ricerca, e che ovviamente l’uomo non riesce a gestire, che oltre ad essere appunto nuove, spesso sono anche ambigue, e la bravura di Rank Brain sta proprio nel saper offrire una risposta esatta con una percentuale sorprendentemente elevata a ciò che gli ingegneri si aspettavano, circa un 10% in più rispetto all’uomo, tale mole di richieste nuove e ambigue, corrisponde circa al 15% del totale gestito da Google ogni giorno, per ora si dice che tale algoritmo non infierisca sul ranking dei risultati ma solamente per soddisfare l’utente nel suo intento di ricerca.

Fare soldi online

Come fare soldi online è una domanda che si pongono in moltissimi, tanto è vero che è una delle keywords con maggior numero di ricerche medie mensili, nel proprio ambito ovviamente.

Come capirete ci sono moltissimi modi per fare soldi online e moltissimi ambiti su cui poter puntare, in questo articolo però mi concentrerò solamente sulle affiliazioni, uno dei modi con cui se utilizzati a modo si riesce a guadagnare molto bene, tanto da diventare fonte di reddito principale per molte persone, lavorando da casa con il solo pc e soprattutto senza investire denaro, se non quello del sito internet nel caso ne vogliate fare uno o di eventuali sponsorizzazioni.

L’affiliazione consiste nel promuovere un prodotto o servizio di terzi, tramite il nostro sito web ad esempio, ma non solo, perchè potremmo promuovere qualsiasi cosa anche tramite ads a pagamento, quindi non è detto che si debba essere ben indicizzati per riuscire nell’impresa di fare business, quindi le parti in causa per questo tipo di attività sono generalmente tre, noi, che promuoviamo ai nostri clienti, un prodotto/servizio dell’affiliato.

affiliazioni

Ci sono vari modi per fare affiliazioni, dalle piattaforme più conoscute come Zanox , Tradedoubler, Click Bank International alle singole affiliazioni promosse dalle aziende direttamente, la cosa da tenere presente è se avete un sito dove inserire la promozione, il target della pagina o meglio del sito, per poter inserire un’affiliazione ad un terget tanto più profilato possibile e ottimizzato per una conversione migliore.

Le piattaforme hanno al loro interno una serie di aziende che a fronte di accordi,  offrono la possibilità dietro una richiesta di approvazione che può avere attese anche di mesi, di usufruire dei loro link, banner o altro, attribuendoci un codice identificativo che traccierà il visitatore, riconoscendoci una revenue stabilita a monte e standard, o un cookie.

Come dicevo prima, scegliere l’affiliazione più attinente al nostro target sarà sicuramente la nostra arma vincente, ma ce ne sono alcune che funzionano sempre a prescindere, e sono quelle del dating o adult, come saprete tira più… vabbè.

Tra le tante quella che io utilizzo di più e che a mio parere offre più soluzioni è Dating Factory, una piattaforma semplice da utilizzare ma che offre molteplici iniziative, fino alla possibilità di poter realizzare un proprio sito utilizzando la loro piattaforma e poterlo poi promuovere come una normale affiliazione, oltre a ciò forniscono diversi siti da promuovere dai più harda quelli dove promuovono amicizie, fino ad arrivare a target di incontri molto particolari, con una miriade di creatività, dal banner di tutte le dimensioni, ai moduli per la ricerca del partner, alle chat, il tutto diviso per lingua e Stato, insomma l’imbarazzo della scelta.

Una cosa da tenere presente è l’utilizzo dei cookie da parte dei Merchant, o sito al quale sei affiliato, l’utilizzo dei cookie se c’è, vi farà guadagnare anche se chi ha visitato il vostro sito, acquisterà dopo tempo sul sito dell’affiliato, proprio perchè registrato dal cookie, questa cosa capirete da soli che non è da sottovalutare, anche se non è la sola.. starà a voi capire e scegliere, magari testando insieme landing o articoli ben fatti per raggiungere il vostro obiettivo, fare soldi online.

fare soldi online

Instagram ads

Instagram ads e la scalata al successo dopo essere stato acquisito da Facebook.

Il grande Mark, capendo le potenzialità del social network “fotografico”, con il suo fiuto infallibile, ha siglato un ulteriore goal nel mondo dei social network, dei quali è il padre fondatore…

Dopo la grande e rivoluzionaria idea di Facebook, ora è il momento del lancio di Instagram

instagram ads

In poco tempo, potenziando e migliorando con la sua esperienza i punti di forza, l’ha reso il secondo social network con 300 milioni di utenti mese, superando quindi Twitter, classificandosi 2 social al mondo, svettando sui primi due scalini della classifica più importante del web.

Nato quasi in sordina, un social non convenzionale, si è fatto strada cavalcando l’onda delle immagini e dei video, il modo più social per condividere momenti e emozioni della giornata di tutti noi, ed ora è diventato un must su cui puntare per avere visibilità, tanto che moltissimi stanno aspettando l’apertura degli ads per le proprie aziende.

E’ notizia di ieri, 9 settembre che anche in Italia si stanno aprendo le porte per le sponsorizzate di Instagram, per ora si parla solo per le grandi aziende come Audi, Walkswagen, e poche altre come teste di ariete per il nostro mercato, ma dal 30 settembre, sembrerebbe che l’opportunità diventi aperta a grandi e piccoli che vogliono sfruttare questa opportunità, per circa 300 Paesi.

Le novità da poco lanciate da James Quarles, (global head of business and brand development di Instagram), segnano il cambiamento, sulla scia delle esperienze maturate da Facebook, afferma lo stesso James, “senza di Facebook non avremmo potuto fare questo lancio mondiale“…

  • Nuovi formati per foto e video, più in stile cinematografico, panoramico.
  • Sinergie per campagne ads con Facebook
  • Video ads della durata di 30″
  • Marquee, un nuovo strumento premium che aiuterà le aziende per il loro awareness, con risultati rapidi e importanti

Mentre già da qualche tempo era stato lanciato il

instagram ads carousel

  • Carousel, la modalità di sponsorizzazione che ti permette di inserire più immagini nello stesso post, dando vita allo storytelling del post, in questo modo si possono fornire più informazioni visive insieme e quindi più informazioni utili al fine del post stesso, nello stesso tempo è stato lanciato anche
  • l’inserimento del link come call to action sotto le immagini, altro fattore molto importante per le aiende che potranno personalizzare al massimo i loro messaggi a pagamento.

Tutte possibilità che già erano presenti nelle campagne del caro e vecchio Facebook, fornendo una interazione tra i due colossi senza eguali… a questo punto la domanda nasce spontanea, come risponderà il colosso di Mountain View in tutto ciò?

Staremo a vedere…

Se sei interessato a sponsorizzare la tua azienda e i tuoi prodotti non esitare a contattarmi!!!

 

WordPress 4.2 cosa c’è di nuovo?

Powell, così è stata chiamata la nuova versione di wordpress 4.2, in onore del pianista jazz, andiamo a vedere cosa ci offe di nuovo questo meraviglioso cms.

A quanto pare sembrerebbe che questa volta si siano concentrati sull’argomento del momento, andando a migliorare l’aspetto della condivisione dei contenuti, oltre ad aspetti tecnici:

  • Press this

questo strumento che trovate nella vostra bacheca personale di WordPress, sotto la voce “strumenti”, “strumenti disponibili” vi permette di prendere dei contenuti dal web, modificarli e inserirli nel vostro sito, basta spostare il bottone sulla vostra barra dei preferiti del pc, e una volta che siete su una pagina che volete condividere premete il bottone.

wp 4.2 new

  • Supporto nei caratteri esteso

sono stati aggiornati alcuni aspetti delle lingue, caratteri nativi giapponesi e coreani, cinesi, geroglifici, simboli matematici e musicali, oltre a moltissimi emoji, che sarebbero una versione aggiornata degli emoticon, di seguito vi metto i link e le azioni per i vari sistemi operativi e dove andarli a scaricare:

windows 7 e vers. precedenti

windows 8 e superiori, fare clic destro sulla barra delle applicazioni, selezionare “barre degli strumenti”e selezionare “keyboard touch”

Mac OS X, fare clic su menu modifica, caratteri speciali.

  • Switch del tema su “aspetto””personalizza” con la possibilità dell’anteprima in tempo reale.
  • Even more embeds, facilità nella condivisione di Tumblr e kickstarter che appaiono sulla destra della pagina
  • Aggiornamento plugin semplice e lineare, scompare la schermata di caricamento, basterà cliccare su “aggiorna ora”
  • Non c’è più data la possibilità di inserimento del title di ancoraggio che ora viene preso direttamente dal testo

Tra le modifiche ce ne sono alcune tecniche che vediamo di seguito:

  • Supporto utf8mb4 relativo alla codifica dei caratteri
  • Possibilità di inviare notifiche acustiche agli screen reader in javascript
  • Shared term splitting, le condizioni condivise tra più tassonomie saranno separate quando una di loro sarà aggiornata
  • Ordinamento query complessa

Come sempre, se l’articolo ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici e se hai bisogno di assistenza scrivimi.

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Mobile friendly

Il Mobilegaddon, così è stato soprannominato il nuovo algoritmo di Google lanciato il 21 aprile2015, relativo ai siti mobile friendly.

La classica ansia da serp si rifà sentire in casa di tutti coloro che hanno o gestiscono un sito internet, spesso Google ci mette di fronte a queste migliorie algoritmiche che talvolta stravolgono i risultati di ricerca, con il solito intento, ossia quello di restituire dei risultati ottimizzati ad una user experience ottimale.

Quello che ci accingiamo ad analizzare è appunto relativo ai risultati di ricerca effettuati da mobile, solo quelli, in questi giorni infatti sono apparsi messaggi nei vari forum o community di persone allarmate dal personaggio di turno che prendendo la palla al balzo, millantava che i siti non conformi sarebbero spariti da Google, cosa totalmente falsa.

L’algoritmo analizzarà con il Google bot mobile tutti i siti internet e, a parità di trust farà salire quelli mobile friendly, quelli che restituiranno una navigazione da mobile ottimizzata, senza dover scorrere lo schermo per leggere una frase, senza dover prendere lo stecchino per cliccare su un’icona, insomma è già da novembre 2014 che se ne parla, era stata introdotta proprio in quei giorni la dicitura mobile friendly, proprio per iniziare a differenziare e attirare l’attenzione su questa novità sempre rivolta alla soddisfazione dell’utente e ora è ufficiale che dal giorno 21 aprile il mobile friendly è diventato un vero e proprio fattore di rank, che influirà anche in maniera decisa nel posizionamento, della notizia si è interessato anche IlSole24ore che ha trattato l’argomento.

Come aggiornare il nostro sito alla versione mobile friendly

Per inseguire le dispozioni di Google e non rimanere indietro, dovremmo aggiornarci e adeguarci, anche e soprattutto per soddisfare l’utente che ci cerca e che dovrà navigare il nostro sito, cercando di offrire quante più notizie utili, in modo facile e intuitivo, e visibile da tutti i dispositivi, soprattutto quelli mobile dove in alcuni settori sembrano essere di gran lunga superiori a quelli desktop.

Ci sono anche quì varie scuole di pensiero, proprio qualche giorno fà mi sono imbattuto in una discussione di un cliente che aveva richiesto l’aiuto su una community per adeguare il proprio sito chiedendo le varie modalità di intervento di ognuno per poi decidere a chi affidarsi, e come potete immaginare è uscito fuori di tutto e di più…

Spesso come accade, si tende sempre a orientarsi verso colui che con dei giochi di parole e con il prezzo più basso ci convince di essere il migliore, e noi forse per negligenza forse per incompetenza ci caschiamo, con ripercussioni talvolta devastanti, soprattutto nel nostro settore dove una modifica fatta male può determinare il disastro atomico…

Comunque veniamo a noi, per rendere un tema responsive bisogna andare ad agire su tutti i file .css in modo da regolare il comportamento degli elementi in base alla larghezza della finestra dell’utente, si chiamano media query css, di seguito i suggerimenti da tenere in considerazione:

  • adattare il layout al maggior numero di schermi possibili
  • adattare le dimensioni e il peso delle immagini
  • inserire elementi non indispensabili a scomparsa sui dispositivi mobili
  • realizzare una struttura semplice e intuitiva al touch
  • Definire i breackpoint, ossia delle regole che si generano in base alla grandezza dello schermo, in pratica lo andremo ad istruire dicendogli che se la grandezza è 100 allora mostra questo schema, se la grandezza è 50 allora mostra quest’altro schema… ad ogni breackpoint corrisponde una media query, ad ogni media query vengono descritte le azioni per un solo schermo, es:
 Qui vanno gli stili per il mobile
/* == Media queries (breakpoint) ===== */
/* ———————————–
IPAD PORTRAIT
———————————— */
@media only screen and (min-width: 768px) {
}
/* ———————————–
IPAD LANDSCAPE + NETBOOK
———————————— */
@media only screen and (min-width: 1024px){
/* ———————————–
DESKTOP
———————————— */
@media only screen and (min-width: 1200px){
  • Impostazione del meta tag viewport dove siamo noi a stabilire come dovrà gestirlo istruendolo con questa regola:

<meta name=”viewport” content=”width=device-width, user-scalable=no,initial-scale=1.0, minimum-scale=1.0, maximum-scale=1.0″>

Tenendo conto quindi di queste poche righe di spiegazione dovremmo andare a creare tutta la struttura, considerando prioritario l’aspetto mobile e poi quello desktop, andando a definire le parti essenziali da quelle superflue, e tutte quelle regole che dovranno implementarsi al variare della grandezza dello schermo, unica variabile fondamentale, eseguendo istruzioni tipo questa:

<!– Carica lo slideshow se la finestra è larga più di 768px –>
<script type=”text/javascript”>
 if (document.documentElement.clientWidth >= 768) {
  caricaFlexslider();
}
</script>
<!– Fine caricamento slideshow –>

Altra soluzione, da attuare su cms wordpress o joomla, è quella di scegliere un tema responsive realizzato già con tutte queste caratteristiche implementate .

Ovviamente cambiare un tema è facile da dire e meno da fare, non tanto tecnicamente, quanto proprio nell’andare a sistemare i vari widget nelle posizioni giuste in modo da realizzare un sito quanto più vicino possibile al precedente o alle esigenze di miglioramento del cliente.

Per concludere tengo a precisare che le modalità per rendere il tuo sito mobile friendly sono diverse:

  • c’è la modalità responsive, quella più amata da Google, ma che non genera priorità nella serp rispetto alle altre due, che prevede stessi url e stesso codice html, ma diverso css;
  • la modalità dynamic serving che prevede stessi url ma html diversi, che vengono forniti a seconda della provenienza della richiesta di accesso;
  • terza e ultima modalità è quella di url e html diversi, addirittura possono essere domini, sottodomini o sottocartelle diverse dove con reindirizzamenti ci portano alle pagine esatte, la cosa fondamentale è quella di non dimenticarsi di indicare le correlazioni bidirezionali tra i due siti/sottocartelle/sottodomini, onde evitare la dispersione di rank, facendo intendere a Google la correlazione che c’è tra i due.

Come testare il sito per capire se è mobile friendly

Google stesso ci mette a disposizione alcuni strumenti per verificare se il nostro sito è responsive, o addirittura possiamo testare le singole pagine, potete cliccare per trovare il test di compatibilità con dispositivi mobili, se il risultato è questo vuol dire che siamo in linea, altrimenti dovremmo andare ad agire come descritto.

Test di compatibilità mobile friendly

Un’altra novità proprio di questi giorni, che dimostra anche in questo caso la grande importanza che Google dà al mobile è la modifica, nei risultati di ricerca da mobile,  dell’url che viene sostituita (vedi immagine sotto) con il nome del sito e il persorso del file tramite i breadcrumb, per fornirci con più chiarezza come è strutturato il sito e dove si trova il file restituitoci.

Mobile friendly aggiornamento

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Think with Google

Think with Google, un sito ufficiale dove vengono spiegati alcuni servizi, fatti conoscere casi studio, e molto altro che andremo ad approfondire di seguito.

Realizzato nelle 5 lingue principali,  dedicato a tutte le agenzie creative e ai professionisti del settore…

Consumer insight, trend di settore e spunti creativi.

Questo è lo slogan di apertura che già molto chiaramente indica il perchè di questo portale, nato già da tempo, ma a moltissimi ancora sconosciuto, un ottimo strumento di analisi fornito da Google che ci fornisce la possibilità di poter analizzare con l’occhio Googoliano alcuni aspetti del nostro lavoro, andiamo a capire come è strutturato il sito e quali sono le informazioni da tenere bene a mente:

think with google

  • Storie di successo è la prima voce del main menù, che si divide a sua volta in Case study e You tube ads leaderboard, il primo offre la possibilità di analisi di alcune delle tipologie di annunci relative ai principali brand italiani, con la possibilità di applicare filtri per tipologia di annuncio, spiegando cosa ha portato a quei risultati e come, prendendo in considerazione campagne adv, strategie con conseguente risultato; nel secondo caso invece stilano una vera e propria classifica di gradimento basata sulle visualizzazioni e le interazioni dei video di You tube più interessanti suddiviso per i mesi di riferimento.
  • La seconda voce è Insight, suddiviso a sua volta in Infografiche e Ricerche di mercato, nel primo caso si possono vedere infografiche con relativa spiegazione del significato della campagna, anch’essa filtrabile per tipologia di annuncio e settore di riferimento, la cosa interessante è la spiegazione fatta da Google di tutte le caratteristiche principali e della loro “Viewability” mostrando con dati statistici e in maniera dettagliata ogni minimo particolare da poter sfruttare a nostro vantaggio e per nostri scopi personali, mentre per quanto riguarda le “Ricerche di mercato” ci viene mostrata l’efficacia degli approcci basati sui dati, con conseguente e significativo aumento sul rendimento.
  • Strumenti di pianificazione, altra sezione molto interessante dove ci vengono mostrati dei tool o strumenti di analisi, per andare a scovare dati e tendenze utili alle nostre campagne.
  • Prospettive di mercato, il nome stesso sta ad indicare tutto, per inciso mi piace condividere con voi il fatto che solo l’analisi della struttura, delle voci utilizzate, il fatto di poter andare a filtrare ogni contenuto scremando tutto il superfluo, e di tutto ciò che è incluso nel sito, sarà molto interessante per capire come si dovrebbe strutturare un portale per rimanere in linea con le direttive generali di Google, riprendiamo l’analisi di think with Google, dove parlavamo delle prospettive offerte dal mercato tramite articoli, interviste e webinar dedicati.
  • Esempi di creatività dove oltre a darci esempi concreti, ci viene offerta la possibilità di ricercare brand o aziende e di inserire anche la nostra creatività.
  • Come ultima voce troviamo Ad product con l’elenco dei prodotti disponibile per le nostre inserzioni, e le relative spiegazioni.

Sempre con la speranza di aver reso la tua conoscenza più ricca di nozioni interessanti, ti chiedo di condividere il testo con i tuoi amici o di inviarmi delle riflessioni, qualora tu abbia delle domande da farmi.

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Semrush

Non è la solita marketta, ma in questo articolo volevo parlarti di uno strumento Seo molto importante per l’analisi dei competitor e altro, Semrush.

Partiamo con un pò di numeri:

  • 106.600.000 parole chiave
  • 150.000.000 backlink
  • 45.000.000 domini
  • 26 data base in 25 paesi
  • 16 lingue
  • dati storici dal 2012

Questi sono il volume dei dati ai quali attinge per restituire i risultati, forse uno degli strumenti con volumi più interessanti, comunque parliamo un pò di come possiamo sfruttarli a nostro vantaggio, abbiamo detto che sicuramente potrà aiutarci nell’analizzare i nostri competitor, vediamo come.

La prima cosa da fare sarà quella di analizzare la serp relativamente alla parola chiave principale, da li andiamo a esaminare chi si trova nelle prime posizioni, Semrush ci servirà a capire sia il volume organico che quello relativo all’adv, facendoci vedere in primo piano con due linee distinte l’andamento nel tempo, poi entriamo un pò nel dettaglio capendo quali sono le parole chiavi che generano maggiore traffico al sito, questo è un dato fondamentale, perchè ci aiuterà a capire dove dovremmo andare a focalizzarci, senza il rischio di sbagliare strategia e fare un lavoro inutile, perchè a questo si incorre con un errore simile, capirete che non è un dato da poco…

Passiamo alla sezione dei backlink, andiamo a vedere quali sono i siti che linkano quello del nostro competitor, sapendo che maggiore sarà l’autorevolezza del sito nei motori, maggiore sarà il risultato che ne trarremo, quindi tramite il Semrush backlink report andremo ad analizzarne uno per uno scoprendo nuove opportunità per il traffico di riferimento, nella schermata troveremo link follow, nofollow, i rispettivi domini di riferimento, oltre agli url della pagina di origine e destinazione.

Altro strumento molto importante per la nostra strategia è Semrush keyword difficulty, che ci permetterà di valutare la difficoltà delle parole chiave principali.

Semrush display advertising invece ci permetterà di andare ad esaminare gli annunci testuali e i banner sempre dei nostri competitor, restituendoci la possibilità di vedere i loro publisher, le impression le statistiche per dispositivo, andando ad utilizzare questi dati preziosi per monetizzare con adsense sul nostro sito.

PLA, con questo strumento abbiamo la possibilità di scoprire quali siti utilizzano annunci con scheda prodotto, con quali parole chiave vengono visualizzati e come si vedono.

Semrush advertising research invece ci offrirà l’accesso alle attività Ppc sempre relative ai competitor, al loro budget agli annunci più remunerativi, e alle parole chiave più redditizie nella ricerca adwords.

Insomma cari amici, avete un un gran potenziale con questo strumento magnifico che vi aiuterà nel vostro lavoro quotidiano, vero è che ovviamente per avere accesso a tutte le funzionalità dovrete abbonarvi e i costi non sono propriamente alla portata di tutti:

  • Account Pro 69,95 dollari al mese
  • Account Guru 149,95 dollari al mese
  • Account Business 549,95 dollari al mese

Intanto potete utilizzare la versione free o per i più fortunati se avete la possibilità di partecipare a qualche evento di Seo Training, essendo partner, vi verrà fornito un coupon con la versione full gratis per 30 gg.