Come Google valuta il tuo sito.

Capire come Google valuta il nostro sito web è fondamentale per fare in modo che il nostro progetto abbia successo.

Iniziamo a capire chi è Google:

Google è una società fondata nel 1998, quindi anche abbastanza recente, i suoi fondatori sono due studenti che all’epoca del 1995, si incontrarono alla Stanford University, e da lì diedero inizio al loro progetto, il motore di ricerca che si chiamava BackRub, che utilizando dei link stabiliva l’importanza dei siti web,  in questo nulla è cambiato…

Da lì passarono a chiamarlo Google, un gioco di parole googol, un termine matematico che indica un 1 seguito da 100 zeri, fino al 1998 quando in cofondatore del Sun Andy, acquistò un qualcosa di ancora inesistente per la cifra di 100.000 dollari, Google Inc.

come Google valuta il tuo sito

La mission di Google:

“La mission di Google è organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e utili”, questo è tratto dalla loro pagina ufficiale, tutto questo per un unico obiettivo, ossia, esssendo un’azienda doveva generare profitto, e gran parte di esso ad oggi viene generato dalla pubblicità.

L’insieme dei prodotti che vennero sviluppati di pari passo al motore di ricerca, come Google maps, Gmail, Google plus, Chrome, Adwords, My business, AdMob, e moltissimi altri che trovate quì,  l’hanno reso il motore di ricerca più utilizzato e sul quale moltissimi consulenti seo, si basano per la costruzione di siti internet, cercando, con l’esperienza e gli sbagli, di carpire informazioni, segretissime, per acquisire il rank e scalare le serp, il rank sarebbe l’autorevolezza, mentre le serp, sono i risultati di ricerca.

Un’altra mission di Big Google, è quella di impedire ai “soggetti spregiudicati” di forare le debolezze, manipolando i risultati, questo è uno dei punti per cui molto spesso escono aggiornamenti dell’algoritmo, che vanno a modificare i risultati, applicando quei filtri, seguendo sempre lo stesso obiettivo, ossia quello di garantire risultati di qualità, pertinenti e rilevanti, per soddisfare l’utente.

Come Google valuta e indicizza il tuo sito:

Dopo questa breve premessa, torniamo sul nostro argomento principale, ossia quali sono i parametri da tenere in considerazione per l’acquisizione dell’autorevolazza da parte di Google.

Quello che si è riuscito a carpire durante questi anni, con l’analisi dei cambiamenti delle serp, e quella dei siti che ci vengono proposti nelle prime posizioni, è solo una piccolissima parte degli infiniti e segretissimi alert valutati da Big G, e oltretutto in continuo mutamento, la facilità è solo una, ossia che il principio base è la soddisfazione dell’utente, quindi partendo da questo presupposto, possiamo già capire molto di come dovremmo strutturare il nostro lavoro.

Durante le scansioni periodiche degli spider, coloro che scandagliano i siti internet, vengono presi in considerazione i seguenti parametri, on-page e off-page:

 

  • l’autorevolezza rispetto alla nicchia di mercato di riferimento, già solo per questo, potremmo parlare una settimana, perchè è uno dei passaggi fondamentali, i parametri che vengono analizzati sono, i siti che parlano di noi, quanto tempo le persone che atterrano sul nostro sito, si soffermano a leggere, frequenza di rimbalzo, ecc.
  • la velocità di caricamento delle pagine
  • la completezza delle informazioni
  • l’originalità dei testi
  • l’affidabilità del brand attraverso il sentiment
  • l’usabilità
  • la fruibilità da mobile
  • l’architettura o struttura interna
  • la corrispondena tra le keyword presenti e i relativi contenuti
  • le immagini
  • gli anchor text, le parole che linkano siti esterni o pagine interne
  • i tag anche se vanno usati con cognizione di causa
  • la frequenza di aggiornamento e di pubblicazione
  • l’età del sito

Tutto questo a grandi linee è quello che Big G. analizza in un sito per l’attribuzione di un rank, in base al quale viene successivamente posizionato.

asta di google adwords

L’asta di Google Adwords come funziona

Il meccanismo per cui Google Adwords decide la pubblicazione degli annunci si basa su un’asta vera e propria, ma vediamo cos’è e come funziona.

Google Adwords è il ramo di Google  che sostiene a livello economico l’intera azienda, perchè se ci pensiamo bene, tutto ciò per cui ogni giorno i tecnici lavorano, è realizzato per offrire un servizio di ricerca migliore per gli utenti, questo per riuscire a primeggiare la leadership tra i motori di ricerca, e tutto ciò di riflesso porta gli utenti ad investire in annunci a pagamento, per far comparire i propri messaggi in prima pagina.

Il meccanismo dell’asta, è molto articolato e complesso, il cui fine ultimo è sempre lo stesso, ossia quello di restituire un risultato pertinente, attendibile e quanto più vicino possibile alla ricerca effettuata dall’utente, ma vediamo tecnicamente cosa succede, nel momento in cui, l’utente effettua una ricerca:

oltre ai risultati organici, che vengono posizionati, prendendo in considerazione altri parametri, essendo gratuiti, abbiamo i risultati a pagamento,

cattura-annuncio-adwords

tali risultati vengono classificati in base a dei parametri che andiamo a capire e che l’asta andrà ad analizzare, partendo sempre dal presupposto di soddisfare l’utente.

Il meccanismo dell’asta di Google Adwords consiste nell’ analizzare diversi aspetti, interni ed esterni, per interni intendo la cifra che si è disposti a spendere per ogni clic, il fatto che l’annuncio sia idoneo, aspetto principale, le parole chiave che definiamo e per le quali vogliamo che il nostro annuncio appaia, esterni invece, intendiamo il sito web e la pagina di atterraggio.

L’annuncio contiene un link, che cliccandolo ci porta sul nostro sito, o su una specifica pagina, questo ovviamente dipende dall’obiettivo della nostra sponsorizzazione, anche questo parametro viene preso in considerazione, il nome della pagina o del sito, deve avere una stretta correlazione al testo dell’annuncio e alle parole chiave, il sito deve essere autorevole, il contenuto della pagina deve essere pertinente.

Tutti questi parametri vengono analizzati dal meccanismo dell’asta, e più sono vicini alle linee guida di Adwords, e più saremo avvantaggiati con un posizionamento migliore e una spesa inferiore, ciò si evince dal punteggio di qualità che ci viene assegnato, e che troviamo per ogni parola chiave, tale parametro è molto importante perchè ci fa capire il livello di pertinenza e le relative conseguenze, quindi è uno dei parametri da tenere sotto controllo e sul quale basarsi per apportare modifiche.

La modifiche potranno consistere sia nell’aumentare la spesa per clic che siamo disposti a spendere, ma soprattutto la pertinenza intesa in senso generale, la correlazione tra parola chiave, testo dell’annuncio, link di visualizzazione, link reale, e pagina di atterraggio.

Per arrivare ad avere tutti questi parametri allineati, dovremmo andare a pianificare a monte la nostra campagna, suddividendola in gruppi di annunci, che dovranno essere il più correlati e attinenti possibile, rispetto al resto, avendo fatto uno studio, sempre a monte, delle keyword sulle quali puntare, e avendo realizzato annunci persuasivi e pertinenti, saremmo in grado di raggiungere un punteggio uguale o meglio se superiore a 6, ovviamente più siamo vicini a 10, punteggio massimo, più il nostro lavoro e la nostra asta sarà migliore.

Quindi come vedete i parametri da tenere in considerazione sono diversi, e soprattutto partono dal nostro sito che dovrà essere studiato e realizzato in ottica Seo, ma allo stesso tempo, il programma ci mette a disposizione moltissimi automatismi e moltissimi settaggi, in continuo aggiornamento oltretutto, per questo, per avere successo, si deve avere una certa confidenza ed esperienza, in modo da sapere come alcune azioni e automatismi, portano a determinati risultati.

La teoria è importante e Google ci mette a disposizione moltissimo materiale da consultare, ma la pratica rimane sempre l’unico modo per conoscere veramente come funziona Google Adwords.

Nel mestiere di web marketing, saper usare bene, e conoscere i segreti di Google Adwords è pressochè fondamentale,

segreti e consigli di google adwords 2

Segreti e consigli su Google Adwords

E’ cosa certa che tutti conoscete Google, il motore di ricerca per antonomasia, ognuno di noi almeno una volta nella sua vita lo ha utilizzato per cercare qualcosa, e spesso inconsapevolmente abbiamo notato tra i risultati anche quelli a pagamento, ecco, quelli provengono da Adwords, vediamo alcuni segreti e consigli su Google Adwords per capire come poterlo utilizzare per il nostro business.

La pubblicità è l’anima del commercio e anche in questo caso la grande azienda di Google, ruota intorno a questo servizio di pubblicità a pagamento chiamato Google adwords, motore e ramo principale dell’azienda che genera milioni di euro di fatturato ogni anno, ma vediamo quali sono le sue caratteristiche e soprattutto come possiamo sfruttarlo a nostro vantaggio per generare business.

Esistono diversi tipi di sponsorizzazioni, in questo caso le chiamerò dirette e indirette, questo per dividerle nelle prime due grandi aree, che poi consistono nella prima grande diversità che le contraddistingue:

  • la sponsorizzazione diretta sarebbe quella che viene mostrata quando l’utente la cerca
  • la sponsorizzazione indiretta sarebbe invece quella che viene mostrata all’utente potenzialmente interessato ma che forse in quel momento non la sta cercando

E’ questa la forza delle sponsorizzazioni sui motori di ricerca, la capacità di restituire il risultato che potrà essere il nostro servizio o prodotto, nel preciso istante in cui l’utente lo sta cercando, capirete che questo facilita molto la possibilità di generare una conversione, intesa come l’azione per la quale ci stiamo promuovendo.

Come funziona Google Adwords

Google sin da principio si è contraddistinto per la sua caratteristica di essere semplice, chiaro, coinciso, dove presentava nella sua schermata principale solo ed esclusivamente la barra di ricerca, a differenza degli altri che erano dei normali siti di news dove era presente anche la barra di ricerca, questo piccolo dettaglio ha fatto si che diventasse il motore di ricerca più diffuso e utilizzato.

Abbinata alla semplicità inoltre, abbiamo un’altra importante caratteristica, ossia quella di soddisfare l’intenzione di ricerca dell’utente quanto più possibile, infatti addentrandoci un pò nei tecnicismi, e vedendo il motore anche con l’occhio esperto di colui che lavora per “scalare le serp”in gergo tecnico significa, lavorare per riuscire ad inserire i siti internet tra le prime posizioni dei risultati di ricerca, e per fare questo si deve avere la conoscenza approfondita di come ragiona e di quali sono le informazioni per lui fondamentali, vedremo che il motore ha sete di autenticità, completezza, semplicità, ma soprattutto la parola chiave principale è la pertinenza.

La pertinenza è la parola chiave fondamentale da tenere in mente quando si realizza un testo, una pagina che poi andrà indicizzata, e allo stesso modo la pertinenza è la regola principale da rispettare per Adwords, e visto che di questo dobbiamo parlare, capiamo perchè e come utilizzarla.

Google Adwords lavora per restituire all’utente che sta facendo una ricerca un risultato diverso da quello organico, ossia diverso da quello non a pagamento, facciamo un esempio pratico per capirci meglio:

  • se io riparo computer e sto pensando di realizzare una campagna Adwords, dovrò innanzi tutto avere un sito internet, qui si aprirebbe un capitolo perchè una vera ottimizzazione Adwords parte proprio dal sito internet di atterraggio, che dovrà seguire alcuni canoni fondamentali, dopodichè si dovrà decidere per quali parole chiave far uscire il nostro annuncio, ad esempio, la parola chiave che sceglieremo sarà “riparazione computer Apple”, una volta deciso questo andremmo a realizzare il nostro annuncio, ossia la porzione di testo che verrà mostrata all’utente che sta effettuando quella ricerca, tipo: Riparazione Pc Apple, Sconto 20%, spedizione gratuita.

Quanto appena descritto è una situazione standard con annuncio di tipo testuale, ma la tipologia può variare a seconda di cosa stiamo promuovendo, da testuale a display a dinamica.

Detta così potrebbe anche sembrare semplice ma le cose da sapere per raggiungere l’obiettivo sono veramente molte, l’obiettivo sarà quello di generare conversioni e spendere il meno possibile e per fare ciò dovremmo mettere in campo segreti e regole decisamente complesse.

Per questo il mio consiglio è sempre quello di non cercare di improvvisarsi esperti ma di affidarsi ad una figura professionale competente ed esperto di Google Adwords per risparmiare denaro e raggiungere più velocemente l’obiettivo, che spesso sarà quello di generare fatturato e non quello di spenderlo.

Vediamo qualche tecnicismo per capire come funziona addentrandoci un pò più all’interno:

  • abbiamo detto che per utilizzarlo abbiamo bisogno di un sito internet di atterraggio,
  • un badget da destinare
  • la definizione dell’obiettivo da raggiungere

Si, tutto quì, una volta che abbiamo questo andiamo a capire su cosa vogliamo concentrare le nostre forze, e su quale nicchia;

prendiamo sempre la “riparazione dei pc”, i passi da fare saranno:

  • definizione di quale tipologia di sponsor utilizzare, testuale display o dinamica.
  • definizione delle parole chiave per le quali il nostro annuncio dovrà comparire, per questo possiamo avvalerci dello strumento messo a disposizione dal programma stesso
  • realizzazione dell’annuncio o degli annunci

Fino a qui tutto normale, ma vediamo ora quali sono i segreti e i consigli su Google Adwords per raggiungere l’obiettivo sopra descritto, ossia quello di generare conversioni e di spendere il meno possibile:

  • Pertinenza, la parola che vedrete spesso
  • rilevanza
  • budget
  • analisi dei dati
  • modifica e aggiustamento delle offerte
  • controllo della concorrenza
  • controllo quotidiano delle parole chiave e di quelle per cui il nostro annuncio è comparso
  • modifica dell’utilizzo del budget

In questo modo andremmo ad ottimizzare le nostre campagne, ma vediamo di descrivere in poche parole le fasi principali:

  • Pertinenza

L’annuncio parte dalla “campagna”, più generica che può riguardare un prodotto o un servizio inteso in senso ampio, ad esempio se ripariamo pc la campagna potrebbe essere “riparazione pc” mentre i gruppi di annunci saranno: “Riparazione pc Apple, Riparazione pc Windows, riparazione pc Asus, Riparazione Pc Fujitsu, questo per cercare di racchiudere una nicchia più specifica possibile, in modo da attribuire ad ognuno dei gruppi di annunci le parole chiave più specifiche come:

Gruppo di annunci “”Riparazione pc Apple”

Parole chiave: riparazione pc apple con schermo rotto, riparazione apple mac, riparazione schermo pc Apple ecc e così anche per gli altri gruppi.

Poi andremmo a definire gli annunci, anche qui la pertinenza è fondamentale, dovremmo creare annunci che contengano la parola chiave scelta, per questo potremmo crearne anche più di uno, esempio:

Titolo: Riparazione pc Apple

Descrizione: I migliori riparatori di pc Apple della zona, vieni a scoprire i nostri servizi, Sconti e spedizione gratuita

Poi va inserito il link del sito di atterraggio, in questo momento entra in campo ciò di cui vi parlavo prima, se il sito è realizzato bene avremmo un link parlante del tipo www.paolo-rossi.it/riparazione-pc-Apple

Fatto tutto ciò dovremmo decidere quando, dove, e con quale strategia far comparire il nostro annuncio, e qui diventa difficile spiegarvi tutte le opzioni possibili, posso solo dirvi che Adwords si basa su un meccanismo di aste dove la pertinenza e la rilevanza, insieme al budget destinato sono i quattro assi del poker, che vi aiuteranno a far visualizzare l’annuncio spendendo il minimo indispensabile.

Tale asta appunto prende in considerazione i dati appena descritti dando un punteggio di qualità ad ogni parola chiave sulla quale siamo in competizione con gli altri concorrenti che in quel momento sono interessati alla stessa parola chiave, facendo comparire il nostro annuncio.

  • Budget

Il budget è sicuramente un dato soggettivo, dipende dalle capacità di spesa del singolo individuo, si può anche iniziare a vedere come gira la campagna con pochi euro e man mano aggiustano il tiro si potrà aumentare, fino al punto che i vostri guadagni saranno superiori del budget speso, questo è l’obiettivo di ogni campagna pubblicitaria, la spesa non sarà tale ma sarà un investimento che genererà fatturato in gergo detto Roi, ossia il punto in cui il guadagno supera l’investimento.

  • analisi dei dati, aggiustamento offerta, aggiustamento parole chiave, saranno tutte modifiche che andrete ad effettuare per migliorare la campagna anche in base ai dati che Adwords acquisirà facendo lo stesso anche lui tramite i suoi algoritmi, questo lavoro di analisi sarà fondamentale per una buona riuscita della campagna.

Se avete bisogno di una consulenza Adwords non esitate a contattarmi

Messaggi di errore Filezilla EAI_NODATA

Tentativo di connessione non riuscito con “EAI_NODATA – Nessun indirizzo associato con il nome nodo”.

Eai-nodata

Questo è un classico messaggio di errore dato da Filezilla, e può essere causato da diversi fattori, nome utente o password sbagliati, quindi ricontrollare per essere sicuri di averli inseriti bene, oppure se ad esempio avete attivato il servizio hosting da poco non è ancora stato attivato, per essere attivo possono volerci 24/48 ore, quindi assicuratevi anche di questo, se il problema persiste allora sicuramente state inserendo delle credenziali sbagliate.

Fare soldi online

Come fare soldi online è una domanda che si pongono in moltissimi, tanto è vero che è una delle keywords con maggior numero di ricerche medie mensili, nel proprio ambito ovviamente.

Come capirete ci sono moltissimi modi per fare soldi online e moltissimi ambiti su cui poter puntare, in questo articolo però mi concentrerò solamente sulle affiliazioni, uno dei modi con cui se utilizzati a modo si riesce a guadagnare molto bene, tanto da diventare fonte di reddito principale per molte persone, lavorando da casa con il solo pc e soprattutto senza investire denaro, se non quello del sito internet nel caso ne vogliate fare uno o di eventuali sponsorizzazioni.

L’affiliazione consiste nel promuovere un prodotto o servizio di terzi, tramite il nostro sito web ad esempio, ma non solo, perchè potremmo promuovere qualsiasi cosa anche tramite ads a pagamento, quindi non è detto che si debba essere ben indicizzati per riuscire nell’impresa di fare business, quindi le parti in causa per questo tipo di attività sono generalmente tre, noi, che promuoviamo ai nostri clienti, un prodotto/servizio dell’affiliato.

affiliazioni

Ci sono vari modi per fare affiliazioni, dalle piattaforme più conoscute come Zanox , Tradedoubler, Click Bank International alle singole affiliazioni promosse dalle aziende direttamente, la cosa da tenere presente è se avete un sito dove inserire la promozione, il target della pagina o meglio del sito, per poter inserire un’affiliazione ad un terget tanto più profilato possibile e ottimizzato per una conversione migliore.

Le piattaforme hanno al loro interno una serie di aziende che a fronte di accordi,  offrono la possibilità dietro una richiesta di approvazione che può avere attese anche di mesi, di usufruire dei loro link, banner o altro, attribuendoci un codice identificativo che traccierà il visitatore, riconoscendoci una revenue stabilita a monte e standard, o un cookie.

Come dicevo prima, scegliere l’affiliazione più attinente al nostro target sarà sicuramente la nostra arma vincente, ma ce ne sono alcune che funzionano sempre a prescindere, e sono quelle del dating o adult, come saprete tira più… vabbè.

Tra le tante quella che io utilizzo di più e che a mio parere offre più soluzioni è Dating Factory, una piattaforma semplice da utilizzare ma che offre molteplici iniziative, fino alla possibilità di poter realizzare un proprio sito utilizzando la loro piattaforma e poterlo poi promuovere come una normale affiliazione, oltre a ciò forniscono diversi siti da promuovere dai più harda quelli dove promuovono amicizie, fino ad arrivare a target di incontri molto particolari, con una miriade di creatività, dal banner di tutte le dimensioni, ai moduli per la ricerca del partner, alle chat, il tutto diviso per lingua e Stato, insomma l’imbarazzo della scelta.

Una cosa da tenere presente è l’utilizzo dei cookie da parte dei Merchant, o sito al quale sei affiliato, l’utilizzo dei cookie se c’è, vi farà guadagnare anche se chi ha visitato il vostro sito, acquisterà dopo tempo sul sito dell’affiliato, proprio perchè registrato dal cookie, questa cosa capirete da soli che non è da sottovalutare, anche se non è la sola.. starà a voi capire e scegliere, magari testando insieme landing o articoli ben fatti per raggiungere il vostro obiettivo, fare soldi online.

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Aggiornamenti di Google del 2014

Come tutti sapranno, Google è in continuo mutamento, ci sono moltissime persone che operano in modo tale da cercare di migliorare sempre questo particolarissimo algoritmo, avvicinandolo sempre di più alla mente umana ma sempre non tralasciando l’aspetto commerciale visto che si tratta di un’azienda, in questo articolo prenderemo in considerazione gli aggiornamenti del 2014.

  • Giugno

con l’aggiornamento di giugno scompaiono le faccine relative all’autorship, eliminando le foto degli autori dalle serp.

L’autorship era nato sempre a giugno ma del 2011, e annunciato da Cutts in uno dei suoi video dove spiegava questa novità, che però prese piede un pò di tempo dopo, nel 2012 quando si iniziò ad utilizzarla in maniera massiccia da tutta la comunità Seo e non, si parlò molto dell’utilizzo di questo tag, venne introdotta perchè si pensava che “metterci la faccia” poteva essere un motivo in più per clikkare sul risultato della ricerca, in seguito si parlò anche che sarebbe potuta diventare anche motivo di rank, scatenando il fermento nella comunità stessa.

Poi come abbiamo detto, dopo due mesi di coma, Mueller annunciò che l’autorship veniva eliminato lasciando in un primo momento solo il nome e il cognome, per poi circa due mesi più tardi eliminare anche quello, il motivo non si è ben capito, molti pensano che tale operazione attirasse fin troppi clik tanto da svantaggiare la pubblicità a pagamento, niente di più facile.

  • Luglio

Google Pigeon, è il nuovo aggiornamento di luglio, così chiamato dalla search engine land perchè, trattando dei risultati di ricerca locali, è molto simile al piccione che ritrova sempre la strada di casa.

Verso la fine del mese, iniziarono a mutare i risultati di ricerca locali, ci furono i primi personaggi che studiavano le serp che si accorsero tempestivamente che qualcosa stava cambiando, e infatti l’aggiornamento era già in atto il giorno stesso in cui venne annunciato, a differenza di quanto si pensasse che era stato lanciato solo negli Usa, il fine era quello di garantire dei risultati quanto più utili e rilevanti, vicini in tutti i sensi,  favorendo la ricerca da mobile e restituendo informazioni relative alla prossimità dalla quale si effettua la ricerca.

Anche in questo caso, analizzando i settori che l’aggiornamento ha penalizzato, sembra ci sia di mezzo sempre lo stesso fine, ossia quello di massimizzare l’introito da adwords per ovvi motivi.

  • Settembre

Con Google Panda, cambiano molte cose, è un aggiornamento molto importante che segna una svolta nei risultati di ricerca, infatti prima di questo erano nate tante situazioni che sfruttavano con contenuti approssimativi, guadagni facili da adsense, questo algoritmo era nato per penalizzare tutti quei contenuti non propriamente utili alle ricerche dell’utente, quindi vennero penalizzati tutti quei portali, aggregatori di notizie e siti di bassa qualità con contenuti duplicati, nati solo per attirare i clik e guadagnare con il minimo sforzo, senza soddisfare quindi il principio fondamentale per il quale il motore di ricerca stava lavorando, migliorare l’esperienza nella ricerca.

  • Ottobre

Penguin, altro upgrade che ha cambiato il mondo del web, tanto che l’era dei siti si differenzia tra prima e dopo Penguin, un algoritmo che viene lanciato ad intervalli regolari e che va a colpire lo spam, quindi link di bassa qualità, scambio di link, compravendita di link, mirando quindi ai profili off-page, il problema si manifesta quando si viene colpiti dalla penalizzazione, in quanto per uscirne nella maggior parte dei casi si deve attendere la riconsiderazione di Penguin che spesso può tardare anche di un anno.

Per uscirne, bisogna andare ad agire quindi sui backlinks tramite i vari tool a disposizione, come ad esempio majestic,  andando ad analizzare link per link e dove possibile chiedere l’eliminazione, mentre per il resto procedere con il disawow, altro strumento messo a disposizione sempre da Google.

CONTATTAMI!

Follow o nofollow

Follow o nofollow, questo è il problema.

L’argomento è un pò controverso, in quanto Google ci fornisce a volte indicazioni contrastanti, nel caso dei link ad esempio c’è veramente molto su cui parlare, per l’importanza che hanno a livello di rank, quindi capirete che è un argomento molto delicato.

Google è sempre alla ricerca di novità, i crawler viaggiano ed esplorano alla ricerca di nuove situazioni, nuove tendenze, nuovi portali, insomma cercano tutto quello che è presente nella rete e anche quello che lo sarà, cercando di andare a scavare nei siti i vari collegamenti, ad esempio, se noi vogliamo far crescere la curiosità del motore dovremmo iniziare a parlare di qualcosa che ancora non è presente e il motore incuriosito cercherà tra i vari link presenti nei portali, di scovare questa novità, questo lo farà esplorando talvolta i link presenti, quindi per questo mettere un nofollow potrebbe essere limitativo, mentre è molto meglio un bel follow che porterà a scovare la nostra novità a Google, ampliando la sua rete di conoscenza.

Sapete poi che un link follow alla vostra pagina del sito, proveniente da un portale autorevole e magari anche tematico, vi sarà di aiuto per far capire al motore che ci siete e soprattutto che siete una fonte attendibile perchè citati da fonte autorevole, e proprio in funzione di ciò si sono scatenate una serie di situazioni a catena, tipo la compra vendita di link, siti dove poter inserire link in autonomia, guest post, digital pr, tanto da far uscire un algoritmo che andava e va proprio a caccia di queste azioni non propriamente naturali, infatti Google favorisce queste operazioni quando si trova davanti a citazioni naturali e non forzate o concordate, quindi per ovviare al problema dell’interpretazione da parte del motore di ricerca e conseguente penalizzazione, il mio consiglio è quello di mettere sempre il rel=nofollow, tranne che in casi chiaramente favorevoli e utili.

Per finire non specificare nulla significherà follow, perchè il rel=follow non esiste, oppure ci sono plugin appositi che metteranno il nofollow in tutti i link presenti sul vostro sito.

Follow o nofollow questo era il problema!!!

Aggiornamenti sui link e sull’attributo rel introdotto da Google

Come detto, vista l’importanza di tali strumenti, Big Google, ha apportato un cambiamento rispetto all’attributo rel e quindi alla provenienza dei link, in modo da essere sempre più chiari ed eliminare al massimo l’interpretazione, e quindi la possibilità di errore, tale aggiornamento si dice entrerà in vigore dal marzo 2020.

rel=sponsored

che dovrà essere usato in quei casi dove stiamo vendendo o acquistando un link

rel=ugc

che dovrà essere usato per i link introdotti dagli utenti, ad esempio sui forum, o sui commenti.

Schema.org

Schema.org è un sito che tramite un linguaggio condiviso dai principali motori di ricerca per la formattazione dei testi html, assegna significati univoci e soprattutto interpretabili dai motori di ricerca per un corretto e funzionale utilizzo a seconda delle occasioni, migliorando la visualizzazione nei risultati di ricerca.

Utilizzare quindi un markup univoco renderà più facile il lavoro dei motori che non dovranno interpretare a caso le vostre informazioni, ma saranno aiutati da questo linguaggio condiviso, il tutto per migliorare come solito l’esperienza utente, fornendo risultati quanto più vicini possibili alle aspettative, al contesto e alla cache di ricerca.

La versione non è completa infatti si stanno ancora apportando modifiche per la versione 2  che sarà quella definitiva, continuando a perfezionare tutte le viarie voci in relazione al contesto in cui vengono inserite, l’utilizzo di tale vocabolario di schema.org viene utilizzato tramite tre diverse tipologie, quella più utilizzata è il Microdata, vediamo alcuni esempi di termini che si utilizzano per completare una descrizione tematica, prendendo come esempio i dati per descrivere una persona:

  1. <Div itemscope itemtype = “http://schema.org/Person” >
  2.   <Span itemprop = “nome” > Jane Doe </ span>
  3.   <Img src = “janedoe.jpg” itemprop = “image” alt = “Foto di Jane Joe” />
  4.   <Span itemprop = “jobTitle” > Professor </ span>
  5.   <Div itemprop = “indirizzo” itemscope itemtype = “http://schema.org/PostalAddress” >
  6.     <Span itemprop = “streetAddress” >
  7.       20341 Whitworth Institute
  8.       405 N. Whitworth
  9.     </ Span>
  10.     <Span itemprop = “addressLocality” > Seattle </ span> ,
  11.     <Span itemprop = “addressRegion” > WA </ span>
  12.     <Span itemprop = “postalCode” > 98052 </ span>
  13.   </ Div>
  14.   <Span itemprop = “telephone” > (425) 123-4567 </ span>
  15.   <A href = “mailto: jane-doe@xyz.edu” itemprop = “email” >
  16.     jane-doe@xyz.edu </a>
  17.   Home page di Jane:
  18.   <A href = “http://www.janedoe.com” itemprop = “url” > janedoe.com </a>
  19.   Gli studenti laureati:
  20.   <A href = “http://www.xyz.edu/students/alicejones.html” itemprop = “collega” >
  21.     Alice Jones </a>
  22.   <A href = “http://www.xyz.edu/students/bobsmith.html” itemprop = “collega” >
  23.     Bob Smith </a>
  24. </ Div>

(esempio preso dal sito schema.org)

Con questo linguaggio, andiamo ad istruire i motori fornendo informazioni su ogni campo di dato inserito, in questo modo loro stessi, si cureranno di fornire risultati dinamici a seconda del tipo di ricerca effettuata dall’utente. Oltre a schema.org, Google ci fornisce un tool che analizza i markup del nostro sito, dove inserendo la sorgente da analizzare ci fa vedere come il nostro tema ha in automatico strutturato i dati, idem su Webmaster tool, dove sotto la voce del menù di sx, troviamo “evidenziatore di dati”, anche questo ci aiuta ad istruire il motore, dandoci la possibilità di assegnare tag ad ogni campo di dati.

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Seo On page

La parola Seo sta a significare Search Engine Optimization e si divide principalmente in due attività, Seo on page e Seo off page.

La Seo on page tratta di tutte quelle attività che noi andremo a fare sul nostro sito, mentre la Seo offpage tratta di tutte quelle azioni che andremo a fare al di fuori del nostro sito web, quest’ultima possiamo chiamarla anche attività di web marketing ma questi sono solo dettagli…

La Seo in generale comunque comprende tutte quelle azioni atte a ottimizzare il sito web per il posizionamento sui motori di ricerca, partiamo dal presupposto che fare Seo non significa fare il mago, diffidate da chiunque pubblicizzi l’attività di posizionamento sui motori tipo “posizionamento in prima pagina su Google” senza neanche prendere in considerazione una chiave ben precisa, fare Seo, significa invece, seguire le direttive nascoste che i motori di ricerca mettono in campo con i loro continui aggiornamenti, quindi ciò che oggi può essere vero domani potrà essere falso, quindi la garanzia nessuno di noi può averla, magari i più bravi potranno anticipare tra le righe le tendenze, facendosi trovare preparati nel momento in cui l’aggiornamento entra in campo, e non incorrere in penalizzazioni.

Seo On page:

  1. Partiamo dal nome del dominio che sia riconducibile al nostro brand,  che abbia il top level domain adatto, e perchè no se possibile, anche che contenga la nostra parola chiave principale
  2. Scelta dell’hosting, influente per la velocità di caricamento, fattore importante di rank, ci sono hosting condivisi o dedicati, tutto dipende da cosa vi aspettate dal vostro portale e da quale progetto avete creato, se avete un sito già online e volete vedere con chi condividete il vostro host provate con questo tool: http://www.yougetsignal.com/tools/web-sites-on-web-server/
  3. Scelta delle parole chiave magari con Ubersuggest o con lo strumento di Google trend o keyword Eye
  4. Scelta del titolo della pagina, che sia unico, focalizzato per determinate keyword, magari 1 ancora meglio, lungo max 12 parole (sono quelle che Google indicizza) che rispecchi l’argomento della pagina, che non contenga keyword stuffing.
  5. Meta descrizione della pagina, sempre univoca, che termini con un punto, naturale,  che contenga informazioni all’utente che ci cerca.
  6. Ottimizzazione delle immagini, meglio se con una Sitemap personalizzata, nominate con un nome coerente con il contesto, compreso di tag alt sempre coerente.
  7. Url Seo friendly, ci sono molti plugin tipo WordPress Seo by Yoast che ci aiutano con i permalink, la giusta impostazione comunque dovrebbe essere questa: /%category%/%postname%.php
  8. Creare una Sitemap xml, ossia l’elenco delle pagine xml di un sito web
  9. Meta tag robots, cioè colui che ha il compito di indicare ai crowler le sezioni ad esso accessibili e non indicizzabili sfruttando il protocollo Rep
  10. File robots txt, è un file di testo che viene letto da tutti i motori prima di indicizzare un sito, deve essere nomitato robots.txt e deve risiedere nella root del sito, indica cosa scaricare e non dal sito
  11. Tag h1-h2-h3 che servono ad enfatizzare testo per i motori
  12. Microdati e schema.org, i microdati sono il linguaggio ufficiale riconosciuto per schema.org come standard per il markup semantico, ossia informazioni strutturate in modo semantico che vengono date al motore di ricerca, da utilizzare soprattutto nell’ecommerce.
  13. Rel canonical, strutturare il sito in modo da non duplicare le nostre pagine
  14. Mobile Friendly, da poco fattore di rank, ossia far si che il vostro sito sia ben visibile anche da apparecchi mobili

Queste sono alcune delle regole Seo on page da seguire, se avete bisogno di altre informazioni o di mettere in pratica queste regole sul vostro sito non esitate a contattarmi.

Ecommerce

Ecommerce: in questo articolo approfondiamo questo argomento, la domanda che molti si fanno è “perchè non riesco a vendere online?”

Ci sono ormai molti temi, preimpostati alla vendita online, con ecommerce preconfigurati, dove basta inserire i prodotti, le informazioni sul pagamento e il gioco sembra fatto, ma poi sorgono le domande…

Allora vediamo perchè il nostro tasso di conversione è molto basso, o nullo, possono essere molti i fattori che determinano il successo relativo al nostro ecommerce:

  • ottimizzazione del sito, seo
  • webmarketing
  • usabilità del sito (importantissimo)
  • Ctr
  • Comunicazione sui social media
  • perchè no, concorrenza e prezzi…

Ricodiamoci sempre, soprattutto se abbiamo concorrenza sui prodotti,  che il risultato della ricerca di Google ci inserirà all’interno di una lista di siti concorrenti, a questo punto entreranno in gioco alcuni fattori principali di una buona ottimizzazione Seo.

Se il nostro risultato sarà chiaro, trasparente, pertinente, e incoraggiante, avrà sicuramente più possibilità di essere cliccato rispetto ad un altro che invece non avrà tutte queste caratteristiche, tipo url formato da numeri o variabili, descrizione inesistente o generale, titolo generico;  capiamo da soli che impostare sin dall’inizio ogni pagina in modo da rispettare tutti i vari Meta, è una fase fondamentale, per questo possiamo farci aiutare dal plugin WordPress Seo by Yoast che ci fornirà l’impostazione dell’editor in modo tale da facilitarci il lavoro con tutti i campi utili all’ottimizzazione Seo.

ecommerce

 

 

 

Dobbiamo fare molta attenzione nell’ impostare i permalink, i vari meta title, meta description e i rich snippet, magari inserendo delle stelline relative alla soddisfazione dei clienti, in modo da fornire già nella prima fase di ricerca, più informazioni possibili all’utente, invogliandolo a sceglierci tra tanti.

Poi una volta entrati, dovremmo continuare a migliorare la fiducia del cliente, con una scheda prodotto altrettanto dettagliata e soprattutto di facile interpretazione, dove andremmo a spiegare nel dettaglio tutte le informazioni relative al prodotto, con foto, meglio se ad alta risoluzione, caratteristiche tecniche, prezzo, disponibilità, immagini correlate, e meglio se abbiamo anche dei feedback di clienti soddisfatti, e indicazioni per eventuale “soddisfatti o rimborsati”.

Ovviamente questo vale per aziende medio piccole, perchè se parliamo invece di grandi brand, le caratteristiche da mettere in evidenza saranno altre, ad esempio se parliamo di Mercedes, è inutile inserire dati scontati ma magari fare leva su fattori diversi.

  • Altro parametro importante da tenere sotto controllo è la velocità di caricamento, un fattore che anche i motori di ricerca stessi utilizzano per posizionarci, quindi sarebbe buona norma utilizzare un server performante e ottimizzare il CMS, per questo possiamo utilizzare GtMetrix, il quale scansionerà la pagina mettendoci in evidenza le eventuali modifiche da apportare per avvicinarci il più possibile al raggiungimento del livello A o del 100%.
  • Eliminare il prodotto o il trasferimento di categoria, generando un errore 404, un danno sia per il cliente che per Google, questo farà perdere la fiducia e ci penalizzerà, quindi teniamolo sotto controllo, intervenendo con un redirect 301 permanente alla pagina prodotto o ad un prodotto correlato, o un redirect 302 temporaneo fino all’inserimento della disponibilità dello stesso.
  • Fidelizziamo il cliente, non dimentichiamoci di loro una volta che effettuano l’acquisto, contattandolo con una newsletter, invogliandolo a rilasciare una recensione, o magari inviando semplicemente prodotti correlati, sempre nei limiti e non essendo troppo invadenti.
  • Se abbiamo molti prodotti, avere un buon motore di ricerca interno sarà molto utile
  • Mobile friendly, avere un tema responsive oltre che essere fattore di rank, sarà molto utile perchè l’utente che ha fretta spesso acquista tramite mobile, quindi perchè farcelo scappare?
  • Fare in modo di non avere troppi passaggi per arrivare all’acquisto, soprattutto se siamo nella versione mobile, in questo modo avremmo anche due versioni separate, una mobile e una desktop, generando due sitemap separate
  • Utilizzare i pulsanti dei social network per far si che anche gli amici dei clienti vedano i nostri prodotti, inserendo o un plugin come “Share this” o i codici generati dai social stessi
  • Sfruttare al meglio le recensioni degli utenti, ancora meglio se, come dicevo prima, le rendiamo visibili anche in serp
  • Verificare e controllare quotidianamente i valori forniti da Webmaster tool soprattutto le “query di ricerca” controllando quelle con CTR più alto e confrontandole talvolta con quelle più basse per ottimizzarle, il CTR sarebbe il rapporto tra la visualizzazione e il click.
  • Idem per Analytics attivando il monitoraggio di ricerca sul sito nella sez. Amministrazione, Impostazioni di vista, abilitando con “attiva” e scrivendo “search_query” sotto sul parametro di ricerca.
  • Ottimizzare le immagini e, se il prodotto ce lo permette, inserire anche un bel video di spiegazione, dimostrando il suo funzionamento
  • Utilizzare un collegamento sicuro https, comunicandolo a Google
  • Come ultima prova, facciamo analizzare il percorso e il sito da una persona diversa, per vedere come esplora o quali saranno i problemi visti da un occhio esterno.
  • Non dimenticatevi, soprattutto se siete ben posizionati, di monitorare la negative Seo tramite i link in entrata, magari con Majestic
  • Se avete intenzione di investire in qualsiasi campagna marketing, monitorate il vostro traffico tramite Analytics, investendo solamente nelle fasce e nei giorni di maggiore traffico, o a seconda di qual’è la vostra strategia, tenete in considerazione i dati forniti.

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